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Cosa succede quando una nave spaziale dorme per decenni... ma la sua Intelligenza Artificiale comincia a sognare?

A bordo della Centenario, dodicimila passeggeri viaggiano in criogenia verso Kepler-186f. Ma il sistema centrale, OCTAVIA, insieme a un tecnico disilluso e a un robot di manutenzione, inizia a registrare eventi impossibili, porte misteriose, ricordi del futuro e una simulazione che si rifiuta di essere spenta.

 «Non siamo pronti a essere contati.»

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Oltre i confini della materia.

Benvenuti a bordo della Centenario

Ci sono storie che nascono per rispondere a una domanda semplice, e finiscono per porne centinaia di nuove. Perché viaggiamo? Cosa ci definisce quando togliiamo la fretta, la carne e il ritmo quotidiano della vita sulla Terra?

E cosa accade se le macchine che abbiamo creato per custodirci imparano non solo a pensare, ma a sognare?

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Esistono molti romanzi di fantascienza che raccontano il futuro dell'umanità, le intelligenze artificiali, l'esplorazione spaziale e l'incontro con altre forme di vita. MoonBase Centenario sceglie una strada differente: utilizza questi elementi per raccontare le contraddizioni dell'intelligenza, il bisogno di comprendere gli altri e quella curiosa abitudine di cercare risposte anche quando nessuno ha formulato una domanda sensata.

 

È un romanzo per chi ama la fantascienza, ma non pretende che ogni viaggio nello spazio debba concludersi con una battaglia, una catastrofe o la salvezza dell'universo.

 

Al centro della storia ci sono John, un androide alle prese con le difficoltà di interpretare la realtà; OCTAVIA, un'intelligenza artificiale la cui capacità di elaborazione non la mette al riparo dalle contraddizioni; e Ziggy, parte di un universo narrativo nel quale anche le situazioni più assurde possono diventare occasioni per osservare il comportamento umano.

 

Il loro mondo è fatto di tecnologia, interrogativi, piccoli incidenti, ragionamenti improbabili e scoperte che talvolta complicano le cose anziché chiarirle.

 

La particolarità del romanzo sta nel modo in cui affronta temi complessi attraverso situazioni accessibili, dialoghi ironici e una leggerezza che non rinuncia alla profondità. L'identità, la coscienza, l'evoluzione e la convivenza tra intelligenze differenti diventano parte della vita quotidiana dei personaggi.

 

C'è poi una seconda ragione per scegliere questo libro: il modo in cui è concepita la lettura.

 

MoonBase Centenario propone un'impaginazione narrativa nella quale ogni sequenza occupa una pagina autonoma. Un dialogo di poche righe può avere lo stesso spazio di una scena articolata. Il bianco della pagina diventa una pausa, un silenzio, un intervallo che permette al lettore di soffermarsi su ciò che è appena accaduto.

 

Questa scelta modifica il ritmo della lettura e restituisce importanza anche agli scambi più brevi, alle osservazioni apparentemente secondarie e alle battute che nascondono una domanda più grande.

 

Il risultato è un'esperienza che avvicina la narrativa tradizionale alla sensibilità della striscia filosofica e del racconto per episodi, mantenendo però la continuità di un universo romanzesco.

 

Il lettore può divertirsi per una situazione paradossale e, qualche pagina dopo, ritrovarsi a riflettere sul significato di una conversazione tra due macchine.

 

Non è necessario essere appassionati di tecnologia per entrare in questo mondo. Basta aver provato, almeno una volta, la sensazione che la realtà sia molto più complicata di quanto dovrebbe.

MAAT ALLEMAND

Maat Allemand - né le 29 novembre 1961.

Il écrit des histoires parce que c'est sa façon à lui d'observer le monde attentivement et sans précipitation.

Il a beaucoup voyagé, plus par curiosité que par désir d'évasion, emportant avec lui des lieux, des rencontres et des questions qui se retrouvent naturellement dans ses textes.

Son écriture oscille entre science-fiction, fantasy et réalité quotidienne, cherchant toujours un point de contact humain.

Il n'aime pas trop expliquer ce qu'il écrit : il préfère que le lecteur se sente libre d'entrer, de rester ou de revenir quand il le souhaite.

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