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L'Avana, 1957.

Mentre all'orizzonte la tempesta del secolo minaccia di isolare l'isola e sulle montagne i barbudos preparano la rivoluzione, il Refugio di San Dionisio vive secondo regole proprie. Vecchia dimora coloniale trasformata in un club esclusivo, il Refugio è un porto franco dove l'eccesso è arte, la seta sostituisce le divise e i segreti della buona società si consumano al ritmo lento del mambo e del rum.

A mandare avanti la fortezza sono Bruno Marangon, un ex alpino pragmatico e muscoloso, e il suo stravagante compagno Glauco Santandreis, re indiscusso dei caftani in seta e maestro di drammaturgia. Insieme a loro, una colorata "famiglia" di giganti caraibici e cuochi filosofi protegge un equilibrio fragile e deliziosamente scandaloso.

Ma quando l'imminente uragano blocca all'interno della villa una delegazione ufficiale giunta da Roma — guidata dall'austero Senatore Ermenegildo Foscari, da sua moglie Silvana e da un manipolo di burocrati pieni di ombre — il Refugio si trasforma in una trappola mortale a porte chiuse. Un brindisi avvelenato, un finto cadavere e una rete invisibile di ricatti faranno crollare ogni maschera.

Tra commedia barocca, passione viscerale, sensualità senza freni e un'indagine gialla dal ritmo incalzante, Bruno e Glauco dovranno orchestrare l'inganno perfetto prima che la tempesta trascini via tutto.

Un noir barocco e sensuale: Un riuscito connubio tra la raffinata struttura gialla e un'esplosione di carnalità caraibica, ironia e passione LGBTQ+.

Personaggi indimenticabili. Una galleria di figure indimenticabili, dai proprietari fino alla monumentale e fedele corte di "orsi" del Refugio.

Un'ambientazione d'atmosfera. L'Avana dorata e decadente del 1957, sospesa tra il fumo dei Partagás, il profumo di gelsomino, il tintinnio dei bicchieri di Daiquiri e il ruggito dell'uragano.

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Narrazioni ricche di atmosfera, ritmo e vivida carnalità. Con El Refugio de San Dionisio, regala un affresco sopra le righe dove la satira politica, l'eccesso stilistico e il romanzo d'indagine si fondono in un'opera ironica, travolgente e senza pregiudizi.

MAAT ALLEMAND

Maat Allemand - né le 29 novembre 1961.

Il écrit des histoires parce que c'est sa façon à lui d'observer le monde attentivement et sans précipitation.

Il a beaucoup voyagé, plus par curiosité que par désir d'évasion, emportant avec lui des lieux, des rencontres et des questions qui se retrouvent naturellement dans ses textes.

Son écriture oscille entre science-fiction, fantasy et réalité quotidienne, cherchant toujours un point de contact humain.

Il n'aime pas trop expliquer ce qu'il écrit : il préfère que le lecteur se sente libre d'entrer, de rester ou de revenir quand il le souhaite.

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