top of page
WhatsApp Image 2026-09-14 at 08.17.561.jpeg

L'Avana, 1957.

Mentre all'orizzonte la tempesta del secolo minaccia di isolare l'isola e sulle montagne i barbudos preparano la rivoluzione, il Refugio di San Dionisio vive secondo regole proprie. Vecchia dimora coloniale trasformata in un club esclusivo, il Refugio è un porto franco dove l'eccesso è arte, la seta sostituisce le divise e i segreti della buona società si consumano al ritmo lento del mambo e del rum.

A mandare avanti la fortezza sono Bruno Marangon, un ex alpino pragmatico e muscoloso, e il suo stravagante compagno Glauco Santandreis, re indiscusso dei caftani in seta e maestro di drammaturgia. Insieme a loro, una colorata "famiglia" di giganti caraibici e cuochi filosofi protegge un equilibrio fragile e deliziosamente scandaloso.

Ma quando l'imminente uragano blocca all'interno della villa una delegazione ufficiale giunta da Roma — guidata dall'austero Senatore Ermenegildo Foscari, da sua moglie Silvana e da un manipolo di burocrati pieni di ombre — il Refugio si trasforma in una trappola mortale a porte chiuse. Un brindisi avvelenato, un finto cadavere e una rete invisibile di ricatti faranno crollare ogni maschera.

Tra commedia barocca, passione viscerale, sensualità senza freni e un'indagine gialla dal ritmo incalzante, Bruno e Glauco dovranno orchestrare l'inganno perfetto prima che la tempesta trascini via tutto.

Un noir barocco e sensuale: Un riuscito connubio tra la raffinata struttura gialla e un'esplosione di carnalità caraibica, ironia e passione LGBTQ+.

Personaggi indimenticabili. Una galleria di figure indimenticabili, dai proprietari fino alla monumentale e fedele corte di "orsi" del Refugio.

Un'ambientazione d'atmosfera. L'Avana dorata e decadente del 1957, sospesa tra il fumo dei Partagás, il profumo di gelsomino, il tintinnio dei bicchieri di Daiquiri e il ruggito dell'uragano.

​

Narrazioni ricche di atmosfera, ritmo e vivida carnalità. Con El Refugio de San Dionisio, regala un affresco sopra le righe dove la satira politica, l'eccesso stilistico e il romanzo d'indagine si fondono in un'opera ironica, travolgente e senza pregiudizi.

MAAT TEDESCO 

Maat Tedesco - nato il 29 novembre 1961.

Scrive storie perché è il modo che conosce per osservare il mondo con attenzione e senza fretta.

Ha viaggiato molto, più per curiosità che per fuga, portando con sé luoghi, incontri e domande che ritornano naturalmente nei suoi testi.

La sua scrittura si muove tra fantascienza, immaginazione e realtà quotidiana, cercando sempre un punto di contatto umano.

Non ama spiegare troppo quello che scrive: preferisce che il lettore si senta libero di entrare, restare, o tornare quando vuole.

  • Amazon
  • Instagram
  • Facebook
  • TikTok

© 2035 by Maat Tedesco. Powered and secured by Wix 

bottom of page