Se pensavate che i doppi sensi, il trolling e i meme più audaci fossero un’invenzione di Reddit o di TikTok, significa che non avete mai guardato con attenzione il sedere di un demone gotico.
- maattedesco
- 26 mag
- Tempo di lettura: 6 min
Se pensavate che i doppi sensi, il trolling e i meme più audaci fossero un’invenzione di Reddit o di TikTok, significa che non avete mai guardato con attenzione il sedere di un demone gotico.
C'è un solo posto al mondo in cui un nudo integrale con un'erezione monumentale e una seconda faccia sorridente sulla chiappa sinistra viene considerato "patrimonio culturale da proteggere" anziché un reato di atti osceni in luogo pubblico: la facciata o il coro di una cattedrale antica. Questa scultura è a tutti gli effetti un test di Rorschach di pietra medievale: un'opera talmente sfacciata da aver spaccato in due l'opinione pubblica per secoli.
La sua interpretazione, infatti, cambia drasticamente a seconda della lente con cui la si guarda. Da un lato, la narrazione ufficiale della Chiesa e dei manuali di caccia alle streghe; dall'altro, la rivendicazione magica, ribelle e segreta dei culti della carne.
Scopriamo le due facce – è proprio il caso di dirlo – di questo mistero scolpito nel tempo.
Guardami il culo -

quando il Diavolo medievale ci mostrava la sua "vera" faccia
Diciamoci la verità: se oggi un artista scolpisse una figura nuda, dotata di un generoso fallo eretto e con una seconda faccia ghignante piazzata esattamente sulla natica sinistra, gridando all'arte contemporanea, verosimilmente finirebbe bannato da Instagram in trenta secondi netti.
Eppure, se questa stessa identica scena si trova scolpita sulla facciata o tra i gargoyle di una maestosa cattedrale gotica, diventa immediatamente "patrimonio culturale da preservare". Benvenuti nel meraviglioso, dissacrante e decisamente bizzarro mondo del Medioevo, dove i demoni non si limitavano a spaventare i fedeli, ma facevano letteralmente del trolling visivo.
L'immagine in questione ci mostra una creatura demoniaca impegnata in un'esibizione che definire "sfacciata" è poco. Ma dietro quello che oggi ci sembra solo un meme di pietra, si nasconde una fitta rete di simbologie occulte, ribaltamenti psicologici e ossessioni carnali che i maestri scalpellini dell'epoca conoscevano fin troppo bene.
L'Inversione dell'Ordine e il "Bacio della Vergogna"
Nell'iconografia horror medievale, il diavolo è il re del caos, l'antitesi di Dio. Se Dio è ordine, armonia e spiritualità (la "testa", rivolta verso l'alto), il Demonio rappresenta la materia grezza, la terra e gli istinti più bassi (il "ventre" e il "sedere").
Avere una faccia sulle natiche (o sul ventre) non era una bizzarria estetica, ma un preciso codice teologico e occulto noto come inversione dell'ordine:
La bocca infernale: La testa sul sedere rappresenta il rovesciamento totale dell'essere umano. Il "soffio divino" che dà la vita viene ribaltato nel suo opposto biologico: le flatulenze e gli escrementi. Per i medievali, la bocca posteriore del diavolo emetteva l'antivangelo, un fiato corrotto.
L'Osculum Infame: Nei trattati di stregoneria e nei verbali dell'Inquisizione che si diffonderanno nei secoli successivi, si parlava spesso dell'obbligo, per gli eretici o le streghe durante il Sabba, di baciare il sedere del Diavolo (l'Osculum Infame o bacio della vergogna) in segno di sottomissione. Scolpire una faccia proprio lì rendeva l'atto ancora più esplicito e grottesco.
Il Fallo Esibito: La Carne come Prigione e Tortura
Il dettaglio del fallo (molto evidente nella scultura) non ha nulla di celebrativo, a differenza della statuaria romana o greca dove la nudità esprimeva idealizzazione e perfezione eroica. Nel contesto cristiano medievale, il sesso esibito del demone serve a ridicolizzare, bestializzare e spaventare.
Dal punto di vista occulto e dottrinale, la lussuria era il peccato che più di tutti legava l'anima al fango della Terra. Mostrando un demone con un'erezione grottesca, l'artista stava dicendo ai passanti: "Ecco a cosa somigliate quando cedete alle pulsioni della carne: diventate mostri deformi, governati dal basso ventre". La sessualità incontrollata non era vista come piacere, ma come una possessione biologica che privava l'uomo della sua scintilla divina.
L'Allusione Psicologica: Il Mostro Bifronte della Psiche
Se analizziamo la scultura con una lente psicologica più moderna, l'immagine è straordinariamente potente. Rappresenta la scissione dell'Io e la natura del "Doppio".
Mentre la testa principale guarda in alto a sinistra con un ghigno deforme, quasi distratta da qualcos'altro (o intenta a suonare/manipolare l'oggetto tondo che ha in mano), la seconda faccia sul gluteo guarda direttamente lo spettatore con un sorriso sornione. È la rappresentazione visiva dell'ipocrisia e dell'inganno: il diavolo ti mostra un volto mentre la sua parte posteriore, legata al sesso e all'escrezione, sta tramando qualcos'altro.
Rappresenta perfettamente l'Ombra junghiana: quella parte di noi che nascondiamo dietro la schiena, fatta di impulsi repressi, tabù sessuali e istinti primitivi, ma che possiede comunque "un paio d'occhi" e continua a ridere di noi, prendendo il controllo quando meno ce lo aspettiamo.
In conclusione: Paura o Sano Umorismo Medievale?
C'è un'ultima curiosità da non sottovalutare: i medievali, contrariamente allo stereotipo che li vuole cupi e bigotti, amavano l'umorismo volgare e lo scatologico.
Spesso gli scalpellini inserivano queste figure (chiamate a volte gryllus o figure grottesche) per puro divertimento, per sfidare l'autorità del clero o semplicemente perché sapevano che un demone con una faccia sul sedere avrebbe fatto ridere i popolani che entravano in chiesa. Un mix perfetto di ammonimento morale, esorcismo della paura attraverso la risata e, ammettiamolo, un pizzico di genialità dissacrante che resiste al tempo.
La vendetta dello scalpellino: quando la carne e l'occulto deridevano gli inquisitori
Se c’è una cosa che i secoli di caccia alle streghe, roghi e manuali repressivi come il Malleus Maleficarum hanno cercato di fare, è stata separare l'essere umano dalla sua sacralità terrena. Il corpo, specialmente nelle sue funzioni sessuali ed escretorie, doveva essere fonte di vergogna. Ma l'arte, si sa, è un fluido difficile da arginare. E a volte, proprio sotto il naso dei vescovi, i maestri costruttori lasciavano codici di pura resistenza eretica.
Guardate di nuovo questa scultura. Per un inquisitore domenicano del XV secolo, questo era il ritratto del Demonio da temere e fustigare. Ma per chi custodiva l'antica sapienza pagana, la filosofia gnostica o i culti della terra, questa figura rappresenta qualcosa di completamente diverso: il trionfo dell'antico dio della fertilità che fa letteralmente pernacchie al dogmatismo censorio.
Il fallo come Amuleto: il ritorno di Priapo contro la colpevolezza del sesso
Nella visione cristiana dominante, il sesso è il peccato originale, la debolezza che ti danna. Ma per i culti precristiani e per le correnti esoteriche sotterranee, la sessualità era potenza generatrice, magia simpatica e connessione con la Natura.
Il fallo esibito da questa creatura non è un simbolo di degradazione, ma l'erede diretto delle statue di Priapo e dei falli apotropaici (scacciaguai) dell'antica Roma.
Un esorcismo contro la Chiesa: Nell'antichità, mostrare il fallo eretto serviva a spaventare le forze maligne e l'invidia. Scolpirlo sulla parete di una chiesa, per un artigiano legato alle vecchie tradizioni, significava proteggere l'edificio con la forza primordiale della vita, deridendo l'ossessione puritana del clero che vedeva il peccato ovunque.
La carne che non si piega: Mentre i preti predicavano la mortificazione del corpo, la pietra gridava l'esatto contrario: la carne è viva, è potente, e risponde a leggi biologiche e cosmiche che nessuna bolla papale potrà mai cancellare.
La faccia sul sedere: l'Iniziazione Occulta e il Dio Cornuto
Quella che la teologia d'inquisizione chiamava "l'inversione demoniaca" o il "bacio infame", nella tradizione magica e stregonesca assume un significato di rottura delle catene mentali.
La mente nel corpo: La seconda faccia, posizionata sui centri energetici inferiori (il radicamento, la terra, il sesso), rappresenta la consapevolezza che la divinità non risiede solo nei cieli astratti, ma pulsa nella materia. È la rivendicazione del Dio Cornuto delle foreste, una divinità legata alla fauna e alla fertilità (poi demonizzata come Satana), che possiede una sua saggezza terrena e carnale.
Il ribaltamento iniziatico: Per entrare nei misteri dell'occulto, occorreva "ribaltare" la morale comune. Mostrare la faccia sul retro significa saper guardare dove gli altri hanno paura di guardare, accettare l'interezza della natura umana – fango compreso – senza le lenti della censura clericale. Il ghigno della seconda faccia è rivolto a chi passa: è il sorriso di chi è libero e sa che la sacralità non è fatta di dogma, ma di natura.
Lo scalpellino eretico: il Sabba di pietra
Durante i secoli bui, la caccia alle streghe è stata in gran parte una guerra geopolitica e psicologica contro le donne, i guaritori, gli erboristi e chiunque mantenesse un legame con la spiritualità della Terra. Gli scalpellini e i muratori medievali, riuniti in corporazioni chiuse con i propri rituali segreti (le prime logge), erano famosi per la loro indipendenza di pensiero.
Inserire una figura del genere era l'atto politico supremo di un artista "eretico":
Sotto gli occhi di tutti: Sfruttare i soldi della Chiesa per scolpire un inno alla sessualità e ai culti della terra.
La risata del paganesimo: Ogni volta che un inquisitore passava sotto quella statua per andare a processare una presunta strega, la scultura gli mostrava il sedere e il fallo, ricordandogli che l'istinto vitale sopravvive a qualsiasi rogo.
Il verdetto della carne
Questa scultura non è un monito per spaventare i peccatori; è un monumento alla libertà primordiale. Ci ricorda che mentre i dogmi passano, crollano e si avvitano nelle loro stesse nevrosi, il corpo, la terra e i misteri dell'eros rimangono lì, scolpiti nel tempo, a sorridere di chiunque provi a metterli in catene.



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