top of page

Come mai non si trova un racconto fantasy gay, il tabù del gay nel fantasy come genere letterario esiste? Il Tabù Gay nel Fantasy Letterario - Perché è Difficile Trovare Racconti Fantasy Gay e Quanto

Aggiornamento: 22 gen

Il genere fantasy, con i suoi mondi immaginari popolati da draghi, maghi e epiche quest, ha da sempre offerto un terreno fertile per esplorare temi sociali complessi. Eppure, quando si tratta di rappresentazione LGBTQ+, in particolare di personaggi gay, il panorama letterario appare spesso limitato. Se stessi cercando un racconto fantasy con un protagonista gay, potresti dover scavare a fondo tra scaffali virtuali o librerie specializzate.

Esiste un vero e proprio tabù gay nel fantasy come genere letterario?

La risposta è sì, almeno storicamente, anche se le cose stanno cambiando.


Quali sono le radici di questa assenza, gli esempi contemporanei che sfidano lo status quo e le prospettive future, per aiutarti a strutturare il tuo pezzo.

Le Radici Storiche del Tabù - Stereotipi e Omofobia Velata

Il fantasy, nato da tradizioni come quelle di J.R.R. Tolkien o C.S. Lewis, ha spesso riflettuto le norme sociali conservatrici del XX secolo. Nei primi decenni del genere, i personaggi gay erano rari e, quando presenti, tendevano a essere ritratti in modo negativo: villain effeminati, stereotipi deboli o figure marginali.

Ad esempio, negli anni ’50 e ’60, la letteratura speculativa, inclusi sci-fi e fantasy, rappresentava l’omosessualità come un tabù, spesso associato a distopie o a figure mostruose, riflettendo l’omofobia dell’epoca.

 Autori come Philip K. Dick o Theodore Sturgeon introducevano temi queer in modo sotterraneo, ma espliciti ritratti gay erano evitati per paura di censura o di alienare il pubblico mainstream.

Nel fantasy medievale-inspired, l’ambientazione spesso “giustifica” l’assenza, mondi ispirati al Medioevo europeo, con società rigide e conservatrici, rendono l’omosessualità un “anacronismo” percepito.

Come nota un articolo su Mythic Scribes, “Essere gay in quei mondi sarebbe tabù, quindi ha senso che pochi personaggi siano out of the closet. Questo approccio ha creato un circolo vizioso, gli autori evitano personaggi gay per non “offendere” lettori conservatori, e il genere rimane dominato da narrazioni eteronormative

Forum come SFFWorld e Reddit evidenziano come, fino agli anni ’90, i personaggi queer fossero “rarità” per non perdere vendite. Inoltre, quando i personaggi gay appaiono, spesso cadono in cliché, insinuazioni senza conferme esplicite, o relazioni fetishizzate come “tabù piccante” piuttosto che genuine.

Questo riflette un tabù più ampio nella letteratura: l’omosessualità è stata a lungo relegata a sottotesti o generi di nicchia, come l’erotica, lasciando il fantasy “pulito” per il pubblico generale.

Perché è Ancora Difficile Trovare Racconti Fantasy Gay?

Nonostante i progressi, la ricerca di un “racconto fantasy gay” puro, con un protagonista gay al centro di una trama epica, non solo romantica – rimane una sfida. Molti libri queer finiscono etichettati come “romantasy” (romance fantasy) o self-published, lontani dai bestseller mainstream. Su piattaforme come Amazon o Goodreads, le liste di “gay fantasy” sono dominate da romance M/M, ma i titoli epici con queer representation sono meno visibili.

Il tabù persiste per ragioni editoriali: editori temono che personaggi gay “limitino” il mercato, specialmente in paesi conservatori. Come osserva un post su Dragonmount, “L’omosessualità è ancora molto tabù tra molti lettori”.

 Inoltre, in Cina e altri mercati globali, la censura rimuove elementi queer, come nel caso di “The Untamed”, adattamento di un romanzo danmei (boys’ love) dove l’omosessualità è edulcorata.

Su X (ex Twitter), discussioni recenti sottolineano la frustrazione: un utente lamenta la mancanza di “fairytales” queer per uomini gay neri, mentre un altro celebra libri come “Magic’s Pawn” di Mercedes Lackey per la rappresentazione rivoluzionaria. Un altro post ironizza su un PhD in “LGBT representation in fantasy literature”, evidenziando come il tema sia ancora visto come “di nicchia”.

 Esempi Moderni - La Rappresentazione Sta Evoluendo

Fortunatamente, il tabù si sta sgretolando. Negli ultimi 20-30 anni, autori come Mercedes Lackey (“Magic’s Pawn”, con un protagonista gay in un mondo fantasy) hanno aperto la strada. Oggi, libri come “The House in the Cerulean Sea” di TJ Klune (un orfanotrofio magico con temi queer) o “Captive Prince” di C.S. Pacat (intrighi politici con romance M/M) dominano le classifiche LGBTQ+ fantasy.

Altri esempi includono:

“The Last Sun” di K.D. Edwards (protagonista gay in un mondo di tarocchi magici.

“Iron Widow” di Xiran Jay Zhao (sci-fi/fantasy con elementi queer).

“A Marvellous Light” di Freya Marske (romance storico-fantasy gay).

Serie come “The Chronicles of Ghadid” di K.A. Doore, con un protagonista gay asessuale in un deserto magico.

Questi titoli immaginano “queernorm worlds” – mondi senza omofobia – sfidando il tabù e offrendo gioia queer senza trauma.

Verso un Futuro Più Inclusivo? Il Tabù Sta Svanendo?

Il fantasy queer sta crescendo, grazie a piattaforme come Goodreads e Reddit, dove comunità LGBTQ+ spingono per più rappresentazione.

 Autori come Akwaeke Emezi o Ava Reid stanno portando voci intersezionali (queer, di colore, non binarie) nel mainstream. Tuttavia, il tabù persiste in forme sottili, meno marketing per libri queer, o confinamento a sottogeneri.

 

In sintesi, sì, il tabù esiste, radicato in storia e mercato, ma sta erodendosi grazie a storie che celebrano l’amore queer senza scuse. Se hai bisogno di più esempi o citazioni, fammi sapere!

…Ecco alcuni esempi specifici di fantasy queer intersezionale, opere che intrecciano identità queer (gay, lesbica, bisessuale, trans, non-binary, asessuale ecc.) con altre marginalizzazioni come razza, etnia, disabilità, neurodiversità, classe, colonialismo o trauma culturale. Queste storie non si limitano a “aggiungere” un personaggio queer, ma esplorano come queste identità si intersechino, influenzando il mondo narrativo, il potere, l’oppressione e la resilienza. Molte sono di autori BIPOC o queer/trans, rendendole ownvoices autentiche.

 

Ho selezionato titoli classici e recenti (fino al 2025-2026), con focus su fantasy (non solo romance), per mostrare la varietà del genere.

1. An Unkindness of Ghosts di Rivers Solomon (2017)

Un capolavoro intersezionale: la protagonista è una donna Black queer (asessuale e neurodivergente), su una nave-generazione che riproduce le gerarchie razziali e di classe della schiavitù. Il mondo è oppressivo verso le persone queer, disabili e di colore. Esplora eugenetica, trauma intergenerazionale e resistenza collettiva. È sci-fi/fantasy con elementi horror, e Solomon (autrice Black queer) è una voce potente.

2. The Deep di Rivers Solomon (2019)

Novella vincitrice di premi: segue Yetu, una discendente delle donne africane annegate durante la tratta degli schiavi, che diventano sirene. La protagonista è queer (relazioni F/F e M/M), e il testo intreccia memoria razziale, trauma coloniale, neurodiversità (Yetu ha un ruolo di “Ricordatrice” che la sovraccarica mentalmente) e identità queer in un mondo acquatico matriarcale. È fantasy mitologico con radici storiche profonde.

3. Iron Widow di Xiran Jay Zhao (2021)

Sci-fi/fantasy ispirato alla Cina storica e a mecha anime: la protagonista Zetian è una ragazza cinese queer (bisessuale/poly), che pilota mech giganti alimentati da energia vitale. Esplora sessismo, razzismo anti-asiatico, vendetta patriarcale e poliamore queer. Zhao (non-binary) porta un’angolazione intersezionale feroce su colonialismo, genere e potere. Ha vinto Hugo e Nebula nomination.

4. She Who Became the Sun di Shelley Parker-Chan (2021)

Fantasy storico ispirato alla Cina Ming: la protagonista (trans/non-binary coded) ruba l’identità del fratello morto per diventare generale. Intreccia ambizione, genere fluido, colonialismo mongolo, trauma familiare e relazioni queer (lesbiche e gay). Parker-Chan esplora come il genere sia performativo in un mondo patriarcale brutale. Sequel in arrivo.

5. Pet di Akwaeke Emezi (2019)

YA fantasy: Jam è una ragazza Black trans in una società utopica post-mostri, ma scopre che i “mostri” (oppressione, razzismo, transfobia) persistono. Emezi (autrice Black trans non-binary) intreccia identità trans, razza, religione (ispirato a igbo spirituality) e attivismo queer. È un racconto su come l’utopia nasconda violenza intersezionale.

6. Phoenix Extravagant di Yoon Ha Lee (2020)

Fantasy ispirato alla Corea occupata: Gyen Jebi è un artista non-binary (they/them) che si trova invischiato in resistenza anticoloniale. Esplora occupazione giapponese, arte come resistenza, identità di genere e queer in un mondo magico con draghi e calligrafia animata. Lee (autrice queer asiatica) porta sensibilità culturale profonda.

7. The Unbroken di C.L. Clark (2021)

Epic fantasy coloniale: Touraine (Black, queer) è una soldatessa addestrata dai colonizzatori, che torna nella sua terra natia (ispirata al Nord Africa). Intreccia razzismo, colonialismo, lesbismo, classe e trauma di guerra. Clark esplora le complessità di identità ibride e ribellione.

8. The Jasmine Throne di Tasha Suri (2021)

Fantasy ispirato all’India moghul. Malini (principessa lesbica) e Priya (serva queer con poteri) combattono imperialismo e patriarcato. Temi di casta, colonialismo, lesbismo, disabilità (Malini ha ferite) e resistenza femminile. Suri (autrice sud-asiatica) crea un mondo queernorm con politica intricata.

Altri esempi notevoli

Light From Uncommon Stars, di Ryka Aoki (2021): trans femme asiatica-americana, lesbiche, alieni, violino e demoni – interseziona trans identity, razza asiatica, neurodiversità e immigrazione.

Black Sun, di Rebecca Roanhorse (2020): fantasy mesoamericano con personaggi queer (gay, bi), razzismo coloniale, disabilità e mitologia navajo/pueblo.

The Daughters of Izdihar, di Hadeer Elsbai (2023): f/f in un Egitto fantastico, con temi di suffragio femminile, guerra e magia dell’acqua – interseziona genere, classe e cultura araba.

Questi libri mostrano come il fantasy queer intersezionale stia crescendo, non solo “personaggi gay”, ma storie che usano il mondo immaginario per interrogare razzismo, colonialismo, transfobia e altre oppressioni intrecciate. Molti sono acclamati (Hugo, Nebula, Lammy) e hanno creato spazio per voci marginalizzate.

 

In Europa, il trattamento del tema dell’omosessualità nel fantasy letterario è evoluto significativamente negli ultimi 20-25 anni, passando da stereotipi classici (personaggi effeminati/villain, sidekick comici o “tragici maledetti”) a rappresentazioni più complesse e normalizzate.

Non siamo più solo al “gay friendly” superficiale (un personaggio secondario simpatico ma marginale), ma ci sono autori che creano mondi queernorm (dove l’omosessualità è ordinaria, senza omofobia strutturale) o che integrano identità queer come elemento centrale della trama, del potere magico o della società.

Autori europei e approcci oltre gli stereotipi. Molti scrittori europei (soprattutto britannici, scandinavi, tedeschi e francesi) hanno contribuito a superare i cliché. Regno Unito** domina con autori che hanno reso il queer mainstream nel fantasy,

 Freya Marske ( A Marvellous Light, 2021 e sequel), romance magica ambientata in Inghilterra edoardiana, con protagonisti gay centrali, magia legata al tocco e relazioni profonde senza trauma omofobico dominante.

 Tasha Suri (britannica di origini indiane). The Jasmine Throne (2021) e serie Burning Kingdoms – principessa lesbica e serva queer in un mondo ispirato all’India moghul, con temi di casta, colonialismo e lesbismo intrecciati.

 Laurie J. Marks (Elemental Logic trilogy, anni 2000-2010) high fantasy matriarcale/working-class con personaggi lesbiche, bisessuali e trans (es. Denarra, trans woman traveller), influenzato da tradizioni europee ma con twist femminista e decoloniale.

In altri paesi europei,

Germania/Scandinavia, autori come Kai Ashante Wilson (influente, ma più USA-based) o emergenti in lingue locali stanno producendo fantasy queer, ma spesso tradotti in inglese prima che in altre lingue europee. In francese, autori indie esplorano queer in grimdark o low fantasy.

 Paesi Bassi/Belgio, fantasy con queer representation in mondi low-homophobia, ma meno visibili internazionalmente.

Negli anni 2020, la tendenza è verso queernorm worlds (es. liste come quelle curate da Book Riot o K.A. Doore), dove l’omosessualità non è un “problema” da risolvere, ma parte naturale della società, un passo oltre il “gay friend” o lo stereotipo del “tragico omosessuale”.

 

Situazione in Italia? Ancorati a ideologie e generi specifici

In Italia il fantasy queer è ancora limitato e frammentato rispetto al resto d’Europa. Il genere fantasy nazionale (Licia Troisi, Cecilia Randall, Aislinn, Vanni Santoni, ecc.) rimane prevalentemente eteronormativo o con representation minima/velata.

Dove appare di più l’omosessualità?

 Nel gay romance / MM romance, (spesso self-published o piccoli editori come Triskell, Words Edizioni, Quixote), storie con protagonisti gay, ma focalizzate su romance, erotismo e coming-out. Ideologicamente ancorate a una visione positiva e affermativa** dell’omosessualità (amore uguale, lotta contro pregiudizi, happy ending), con enfasi su accettazione familiare/sociale e superamento del tabù. Esempi, Mary Durante ( Dietro una porta chiusa ), Avon Gale tradotta, o autori italiani come S.M. May (dark fantasy MM con vampiri).

Nel contemporary/romance, con elementi fantastici leggeri, piuttosto che epic/high fantasy.

Ideologie prevalenti?

 Affermativa e integrationista, l’omosessualità è “normale” e da celebrare, con narrazioni di empowerment personale e lotta contro omofobia (eco del movimento LGBTQ+ italiano post-anni 2000, influenzato da FUORI! E Mario Mieli).

 Meno presente la queer theory radicale o antisistema (come in autori USA/UK che criticano homonormativity o esplorano non-monogamia/poly senza romanticizzarla).

 Rarissimi i mondi queernorm puri in epic fantasy italiano; quando c’è queer, spesso è “gay friend” o subplot romantico, non identità centrale che plasma la magia/società.

Esempi italiani o tradotti influenti?

 Pochi fantasy puri con protagonisti gay dichiarati; più comuni in graphic novel o urban fantasy. Autori come Pier Vittorio Tondelli o Walter Siti, hanno influenzato la narrativa gay italiana, ma non fantasy. In Italia, la visibilità queer nel fantasy resta più forte nel yaoi/BL importato (dal Giappone) o in traduzioni di autori esteri (es. TJ Klune, Freya Marske).

In sintesi, in Europa continentale e UK siamo ben oltre gli stereotipi classici, con mondi queer integrati e protagonisti complessi. In Italia, il tema è più ancorato al gay romance affermativo, (amore uguale, lotta per accettazione), con meno spazio per fantasy epico queer radicale o queernorm. Il genere sta crescendo grazie a self-publishing e traduzioni, ma resta di nicchia rispetto al mainstream fantasy italiano.

Sì, è sempre più frequente trattare l’omosessualità in un racconto fantasy senza ridurla alla solita lotta per i diritti gay, al coming-out traumatico o alla discriminazione. Il fantasy, proprio perché è un genere immaginario, permette di costruire mondi dove l’orientamento sessuale non è un “problema” da risolvere, ma semplicemente parte della normalità umana (o elfica, nanica, draconica…). Questo approccio si chiama queernorm (o queernormative worldbuilding): l’omosessualità è ordinaria come l’eterosessualità, senza bisogno di giustificazioni o conflitti derivanti dall’omofobia.

I lettori sono maturi abbastanza per un” Signore degli Anelli” dichiaratamente gay, con personaggi gay centrali, rapporti sessuali completi (espliciti o impliciti), e il tutto immerso in guerre epiche, magie antiche, battaglie campali, misteri cosmici, mostri e quest per salvare il mondo? Sì, e lo dimostrano i successi commerciali e le community attive.

Perché funziona e perché i lettori lo accettano (anzi, lo cercano)

Il fantasy epico tradizionale (Tolkien, Jordan, Martin) ha sempre avuto amicizie intense tra uomini (Frodo-Sam, Rand-Mat-Perrin) che molti lettori queer hanno letto come subtesto romantico. Oggi, rendere esplicito quel legame non “rovina” l’epica: la arricchisce, spostando il focus su temi universali come lealtà, sacrificio, destino e amore in tempo di guerra.

I lettori moderni, soprattutto millennial e Gen Z, sono stanchi di storie queer che si fermano al “lotta contro l’odio”. Vogliono eroi gay che salvino il regno, affrontino draghi e tradimenti, e amino apertamente senza che la loro sessualità sia il dramma principale.

Esempi concreti dimostrano che funziona commercialmente, libri queernorm con scene sessuali esplicite vendono bene, vincono premi Hugo, Nebula e hanno fanbase enormi.

Esempi di fantasy epico queernorm con gay al centro (senza lotta per i diritti)

The Priory of the Orange Tree (e prequel A Day of Fallen Night) di Samantha Shannon (2019-2023): un’epica tolkieniana di 800+ pagine con draghi, magie antiche, guerre continentali, profezie e misteri. Relazioni lesbiche (inclusa una coppia di mezza età stabile) e queer sono normali nel mondo; non c’è omofobia. Scene intime complete, ma il focus è sull’epica globale.

The Spear Cuts Through Water, di Simon Jimenez (2023), due eroi maschi che si innamorano durante un viaggio mitico, in un mondo high fantasy con mostri, divinità e lotte di potere. Gay love story centrale, ma la trama è su vendetta, destino e sacrificio – non su “accettazione”.

Nightrunner series di Lynn Flewelling (dal 1996, ma ancora influente). Seregil e Alec sono ladri/spie in un mondo con magia, guerre e intrighi. Relazione gay esplicita (scene sessuali complete), ma il cuore è avventura, mistero e battaglie, non lotta per diritti.

The Tensorate Series di Neon Yang, high fantasy con draghi, magia e politica imperiale. Personaggi queer (inclusi gay e non-binary) in un mondo queernorm; l’amore è secondario all’epica.

Luck in the Shadows / Nightrunner, (stessa serie sopra): spesso citata come “LOTR ma con gay protagonisti che fanno sesso e salvano il mondo senza drammi omofobici”.

Altri esempi con scene esplicite in contesti epici: Kushiel’s Dart di Jacqueline Carey (mondo alternativo con BDSM e poliamore queer normale), o parti di Captive Prince di C.S. Pacat, intrighi politici e guerra, con romance gay esplicita.

In Italia e in Europa i lettori sono pronti?

In Italia, il fantasy queer epico è ancora di nicchia (più romance MM che high fantasy puro), ma le traduzioni di Shannon, Jimenez o Flewelling stanno arrivando, e community su Reddit, Goodreads e TikTok lo chiedono a gran voce. I lettori italiani di epic fantasy (quelli che amano Martin o Sanderson) sono maturi: molti leggono già in inglese o attendono traduzioni. Non c’è un “rigetto” generalizzato; al contrario, c’è fame di storie dove l’eroe gay non debba “giustificare” il suo amore mentre combatte il Male Supremo.

In sintesi, sì, puoi scrivere un Signore degli Anelli gay con Aragorn e Legolas o Frodo e Sam, che hanno rapporti completi, si amano apertamente, e il tutto resta un’epica di magia, mostri e guerre. Non solo è possibile è già realtà in molti bestseller, e i lettori lo accolgono con entusiasmo perché aggiunge profondità emotiva senza deviare dal cuore del genere. Se lo scrivi bene, con worldbuilding solido e personaggi complessi, potrebbe diventare esattamente ciò che molti cercano, un classico queer epico.


Conclusione


I racconti e le novelle sono una forma d'arte che continua a evolversi, ma la loro essenza rimane invariata: raccontare storie che toccano il cuore e l'anima. Attraverso la brevità, i personaggi indimenticabili e le tematiche universali, queste opere ci invitano a riflettere sulle nostre esperienze e a connetterci con gli altri.


In un mondo sempre più frenetico, dedicare del tempo alla lettura di un racconto o di una novella può essere un modo per rallentare e riflettere. Quindi, la prossima volta che cerchi un momento di evasione, prendi in mano un libro di racconti e lasciati trasportare in un viaggio tra parole e immagini.

 
 
 

Commenti


MAAT TEDESCO 

Maat Tedesco - nato il 29 novembre 1961.

Scrive storie perché è il modo che conosce per osservare il mondo con attenzione e senza fretta.

Ha viaggiato molto, più per curiosità che per fuga, portando con sé luoghi, incontri e domande che ritornano naturalmente nei suoi testi.

La sua scrittura si muove tra fantascienza, immaginazione e realtà quotidiana, cercando sempre un punto di contatto umano.

Non ama spiegare troppo quello che scrive: preferisce che il lettore si senta libero di entrare, restare, o tornare quando vuole.

  • Instagram
  • Facebook
  • TikTok

© 2035 by Maat Tedesco. Powered and secured by Wix 

bottom of page