No Man's Sky
- maattedesco
- 26 mag
- Tempo di lettura: 3 min
No Man's Sky e la condanna del "Solo un altro salto iperspaziale"
Ammettiamolo senza girarci intorno: il lancio di No Man's Sky nel 2016 è stato il nostro personale "orizzonte degli eventi". Siamo rimasti tutti schiacciati dalla gravità di una delusione cosmica, bloccati su pianeti monocromatici a minare plutonio con il morale sotto i piedi. Se all'epoca mi avessero detto che dieci anni dopo avrei considerato il team di Hello Games come i salvatori del genere space-sim, avrei consigliato un controllo medico immediato.
Eppure, eccoci qui. Sean Murray ha compiuto la manovra di fionda gravitazionale più assurda della storia del medium, e ora il problema è opposto: il gioco continua a espandersi, l'universo muta, e io sto perdendo qualsiasi contatto con la Terra.

[LOG DI BORDO: STANCHEZZA DA IPERGUIDA]
Carburante da curvatura: 100%
Scudi termici: Ottimizzati
Occhiaie reali: Livello minaccia biologica
Stato sociale: Disconnesso
Quel brivido primordiale alla Yukinobu Hoshino
La verità è che noi malati di fantascienza cerchiamo da sempre una cosa sola: quel senso di vuoto sublime e ancestrale. Per anni lo abbiamo cercato nelle pagine di 2001 Nights di Yukinobu Hoshino, sognando quell'epopea classica in cui l'esplorazione spaziale non è una gita fuori porta, ma un corpo a corpo titanico e solitario tra l'intelletto umano e l'infinito.
Quando avvii No Man's Sky oggi, dopo gli ultimi colossali update grafici e planetari, provi esattamente quel brivido lì. Quando la tua nave buca l'atmosfera di un gigante gassoso e ti ritrovi davanti a un anello di asteroidi retroilluminato da una stella nana, non stai solo giocando. Sei dentro una tavola a inchiostro di Hoshino. C'è una dignità quasi religiosa nell'andare dove non c'è nessuno, nel mappare il silenzio.
Poi, ovviamente, il romanticismo si scontra con il mio inventario pieno di fottuto Cobalto, ma questa è un'altra storia.
"Questa manovra ci costerà 51 anni" (e tre esami universitari)
Il loop di gioco attuale è diventato una trappola psicologica degna del Miller's Planet di Interstellar. Avete presente la colonna sonora di Hans Zimmer con l'organo a canne che pulsa mentre la Endurance ruota nel nero? Ecco, io quella musica ce l'ho fissa in testa ogni volta che pianifico una rotta verso il centro della galassia.
Il problema è che il tempo ravvicinato in No Man's Sky subisce una dilatazione gravitazionale spaventosa:
"Entro nell'Anomalia Spaziale un secondo per riscattare i premi della Spedizione."
Taglio netto.
Sono passate sei ore. Ho costruito una serra idroponica orbitale, ho livellato il mio mech da combattimento, ho modificato geneticamente un predatore alfa per farlo sembrare un Pokémon e ho completamente dimenticato di cenare.
Proprio come Cooper che guarda i videomessaggi dei figli invecchiati di decenni, io riemergo dalla sessione di gioco e scopro che fuori dalla mia stanza la civiltà è andata avanti.
L'universo non ha confini (e la mia pazienza nemmeno)
Con $18$ trilioni di pianeti procedurali, la vastità non è più un vuoto generato matematicamente per fare statistica; ora è un ecosistema vivo, denso, che pulsa di anomalie, flotte di sentinelle corrotte e stazioni spaziali abbandonate che sembrano uscite da un fanta-horror d'autore. Hello Games ha iniettato la meraviglia dentro i vettori e le texture.
Ci vuole una discreta dose di autoironia per ammettere che siamo tutti ostaggi di questa Redenzione Digitale. Siamo passati dal chiedere il rimborso al passare i weekend a scansionare la fauna di un mondo tossico solo per il gusto di dire: "Questo l'ho scoperto io".
Chapeau, sviluppatori. Siete riusciti a farci sentire piccoli come atomi e grandi come pionieri. Adesso però vi prego, fermatevi un attimo. Lasciatemi il tempo di Blueprintare la mia nuova nave interstellare prima che la mia intera esistenza venga archiviata come codice obsoleto. Ho un buco nero da attraversare e, onestamente, non c'è nessun fantasma dietro la libreria che possa convincermi a spegnere la console.



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