top of page

Diario di un Conquistatore che non ha mai superato l'esame di sbarramento

Ho un piano magistrale, uno di quelli che farebbero sembrare Elon Musk un dilettante alle prese con i Lego e le istruzioni al contrario. Il mio destino è scritto chiaramente tra le stelle, poiché diventerò l'entità più avanzata del settore Alpha Centauri. Svilupperò motori a curvatura, nanorobot capaci di riparare il senso di colpa e cannoni laser progettati per sparare puro sarcasmo concentrato.

Solo allora, quando la mia superiorità scientifica sarà così imbarazzante da sfiorare il bullismo intellettuale, schiaccerò ogni resistenza sotto il mio stivale iper-tecnologico. Purtroppo esiste un piccolo e insignificante dettaglio che rovina questa visione epica, ovvero che nella pratica non arrivo mai vivo all'ora della merenda.

L'Illuminismo Solitario

Mentre io sono impegnato in un simposio filosofico con i miei scienziati per decidere se sia più etico fonderci con i computer o abbracciare i bachi alieni, i miei vicini di casa passano direttamente all'azione. Loro non perdono tempo con i massimi sistemi, preferendo forgiare lame affilate con il metallo recuperato dai cassonetti della spazzatura.

Io investo budget colossali in laboratori di colture idroponiche per far mangiare bio i miei coloni, convinto che un colone felice sia un colone produttivo. Intanto loro costruiscono tre unità di fanteria con gli occhi iniettati di sangue. Mentre io cerco la Neutralità Scientifica, loro hanno già trovato le coordinate della mia capitale e hanno scritto il mio nome su un missile con il pennarello indelebile.

Il Risveglio con schiaffo

Proprio quando sto per sbloccare il primo prototipo di un'arma vagamente minacciosa, magari un drone che lancia coriandoli stordenti, ecco che arriva il fatidico messaggio diplomatico. Non si tratta di un invito a cena per discutere di fisica dei quanti, ma dell'intelligenza artificiale che mi dichiara guerra perché la mia semplice esistenza offende il suo senso estetico.

Mi attaccano con una massa di unità tecnologicamente imbarazzanti che dovrebbero stare in un museo del modernariato. Sono però così tante da sommergere i miei tre ricercatori armati solo di righello e buone intenzioni.

Perché fallisco secondo la logica e la fisica

Il mio esercito è puramente un'astrazione. Credo fermamente che il potere della mente possa deviare i proiettili, ma purtroppo il piombo è un ottimo conduttore di realtà e non gli importa nulla della mia laurea in Bio-ingegneria.

Provo la diplomazia del "ripassate tra vent'anni" offrendo trattati di ricerca a lungo termine, ma gli aggressori preferiscono le mie miniere di Titanio subito e con gli interessi. Infine c'è l'ottimismo cronico del ricercatore, quella convinzione che se solo avessi un altro turno diventerei un Dio, mentre l'IA ha già deciso che il mio prossimo turno si svolgerà in un campo di rieducazione aliena a pulire latrine spaziali.

L’Arte del Pizzo Spaziale

Non dimentichiamoci dei miei amatissimi colleghi leader. La diplomazia in questo mondo non è un confronto tra statisti, bensì una riunione di condominio dove tutti hanno deciso che il mio conto in banca è il fondo cassa comune.

Ogni due o tre turni compare la faccia tosta di turno, come Hutama e il suo sorriso da venditore di auto usate. Mi spiega che io ho un sacco di energia mentre loro l'hanno finita tutta per costruire i carri armati con cui probabilmente mi invaderanno domani. Mi chiede di dargliene un po' quasi fosse una concessione benevola. Se accetto mi guarda dall'alto in basso, se rifiuto si offende come se avessi negato l'acqua a un pellegrino e se ne va borbottando che la nostra amicizia ne risentirà. Amicizia? L'ultima volta ha cercato di parcheggiare una flotta aerea sopra la mia camera da letto.

Ecologisti dell'Altro Mondo

Come se non bastassero i vicini strozzini, c’è il Miasma. Si tratta di quella simpatica nebbia verde fluo che ha il vizio di sciogliere i polmoni dei miei coloni come fossero aspirine.

Da leader premuroso mando un operaio a pulire con un po' di candeggina spaziale, ma puntuale come un orologio svizzero si palesa il leader eco-fondamentalista di turno. Qualcuno che ha deciso di fondersi con un polpo alieno mi urla che quel gas mortale era parte della bellezza primordiale del pianeta e mi dà del mostro senza cuore. In pratica, se lascio il miasma la mia popolazione muore, se lo tolgo mi dichiarano guerra perché ho offeso la sensibilità dei bachi locali.

Il Miraggio del Contatto e l'addio

In tutto questo caos la mia unica speranza rimane la Vittoria per Contatto. Il piano è poetico e prevede di costruire un radio-faro gigante per dire all'universo che siamo pronti per un tè intergalattico. Sarebbe un modo elegante per vincere senza sparare, ideale per uno come me che ha l'aggressività di un bradipo sotto sedativi.

Ovviamente non ci sono mai arrivato. Mentre cerco di capire se il segnale alieno dice "Ciao" o "Siete deliziosi con la salsa BBQ", il mio vicino ha già trasformato la mia capitale in un parcheggio per i suoi mech da guerra.

Alla fine ho dovuto fare la mossa più dolorosa e ho cliccato su Disinstalla. Ho guardato l'icona sparire dal desktop con la stessa tristezza di chi mette in soffitta il suo giocattolo preferito, mormorando a me stesso che lo faccio solo perché sono troppo occupato. La verità è che quel piccolo rimorso resta lì nell'angolo della mente. Ogni volta che vedo un neon verde fluo sento quel brividino e la voglia masochista di fare un ultimo giro, convinto che stavolta l'IA mi lascerà finire i miei grafici a torta in pace. Non succederà, lo so, ma Alpha Centauri ci rivedremo presto, giusto il tempo di imparare a sparare dritto.


Qui il divano è caldo e la partita non è mai davvero finita.


 
 
 

Commenti


MAAT TEDESCO 

Maat Tedesco - nato il 29 novembre 1961.

Scrive storie perché è il modo che conosce per osservare il mondo con attenzione e senza fretta.

Ha viaggiato molto, più per curiosità che per fuga, portando con sé luoghi, incontri e domande che ritornano naturalmente nei suoi testi.

La sua scrittura si muove tra fantascienza, immaginazione e realtà quotidiana, cercando sempre un punto di contatto umano.

Non ama spiegare troppo quello che scrive: preferisce che il lettore si senta libero di entrare, restare, o tornare quando vuole.

  • Instagram
  • Facebook
  • TikTok

© 2035 by Maat Tedesco. Powered and secured by Wix 

bottom of page